martedì 17 aprile 2012

Maggio 2010 : solide fondamenta per grandi progetti

L'estate 2009 passò molto velocemente ed il tempo per rifare i miei 4 sassi era sempre poco.Non pensavo che la rimozione dei quintali di cianfrusaglie abbandonate all'interno dell'edificio, mi impegnassero così tanto tempo.Passai giorni e giorni ad andare su e giù con la gerla piena di bottiglie di vino in vetro vuote....la vita del guardiano doveva essere dura....I lavori che potei fare nel 2009 erano veramente pochi in quanto le mie casse erano dissanguate dall'acquisto ed avevo bisogno di tempo per rimpinguare il conto corrente.Per cui lasciai scivolare l'anno facendo piccoli lavori ed attesi la primavera successiva.Il 2010 fu l'anno della svolta.4 soldi, idee più chiare, maggiore esperienza, maggiore motivazione......ora sapevo da dove dovevo cominciare!altrochè tetto! i grandi progetti devono poggiare su solide fondamenta! non stiamo pettinando bambole!
Fu così che in inverno 2009-2010 contattai un impresa edile della zona con esperienza in cantieri dighici in alta quota e organizzai i lavori di restauro strutturale dell'edificio.
Vi ricordate questa foto?
Vista dal basso sembra una lesione di poco conto ma i danni sono molto superiori.Bisogna tener conto che dietro questo muro di contenimento è interrata una cisterna di gasolio contenente circa 5000 litri di carburante DOCG di annata ante 1986 che spingeva dall'interno (tranquilli, con il caro benzina, ho pensato bene di prelevarlo ed utilizzarlo tutto con ottimi benefici sia per il motore che per il mio portafogli).
Ad Aprile 2010 inizia la preparazione dei materiali ed a Maggio, grazie all'utilizzo dell'elicottero, vennero portati in quota 70 quintali di sabbia, 30 di cemento e calce, impalcature, assi, generatore diesel (grande estimatore del mio gasolio DOCG) e quant'altro fosse necessario per la perfetta riuscita del lavoro......ma il diavolo faceva le pentole e non i coperchi.....
Inizia il lavoro di smontaggio che si preannuncia più complicato del previsto:

Il gigante ferito offriva il fianco ai 3 muratori russi che alloggiarono nella casa che, a differenza di quanto pensavano, soffrirono parecchio il freddo durante le 5 notti di convitto forzato.
Convinti di trovarsi di fronte ad un classico edificio moderno o di fattura povera, valutarono male le proporzioni dei materiali utilizzati:
 per cui non si dotarono di nessun sistema di sollevamento.
Ma il gigante di pietra venne in loro soccorso e svelò loro l'esistenza di un vecchio paranco utilizzato nel passato per muovere i contrappesi della funivia e dimenticato da tempo che, prontamente oliato e riposizionato alleviò il duro lavoro di smontaggio :
Incompleto, arrugginito, privo della carrucola inferiore ma pronto a dare il meglio di se stesso.Un vecchio paranco datato 1928 prodotto a Milano.....altrochè tecnologia di oggi!Ed il capo cantiere approva con sorriso, ovviamente dorato, benevolo).
Dopo alcuni giorni, torno in quota con generi di conforto per i miei valenti aiutanti.Porto un paio di salami, una formaggella di 2kg, bottiglia di genepì tutto rigorosamente made in ValCamonica.I 3 neo Robinson Crusoe, non trasformati in mummie di Similaun dal freddo, hanno iniziato ad adattarsi alla vita di montagna.Soffrono meno le basse temperature ed apprezzano la sistemazione, seppur modesta.Uno di loro, in italiano stentato mi conferma che si fermerebbe volentieri ancora qualche giorno ma l'aereo per riportarli in Russia dalle loro famiglie non aspetta.
I lavori procedono ed il muro inizia a prendere forma:
I grandi blocchi di granito vengono riposizionati seguendo le indicazioni delle foto dello smontaggio....ebbene sì, non ci crederete mai ma pur essendo un edificio di non rilevante e particolare pregio architettonico (non è del tutto vero), sono stati presentati i permessi di ristrutturazione al Comune, al Parco, alla Provincia, alla Sovraintendenza i quali hanno detto che dovevo rispettare lo stesso stile precedente allo smontaggio.Il tutto doveva ritornare ad essere come mamma GEA -generale elettrica adamello- aveva previsto 90 anni prima
Dopo altri 2 giorni il cantiere viene smontato, chiedo un passaggio in elicottero che mi porta fino alla casa dei guardiani della diga del Baitone :


 e, dopo alcuni minuti in discesa posso ammirare per la prima volta il risultato:
Il gigante era ritornato a reggersi sui suoi piedi ed era pronto ad affrontare nuove avventure.Dall'alto sembrava che chiedesse solo di essere messo alla prova riagganciandoci una funivia.Ma ormai il tempo era passato e lui restava l'ultimo testimone e sopravvissuto della valle di un'epoca in cui tutti i materiali per la costruzione della diga venivano trasportati lungo cavi d'acciaio sospesi ad alta quota.
Bentornato amico mio, ora so che su di te posso fare affidamento e tutti i miei progetti avranno solide fondamenta su cui crescere.

giovedì 12 aprile 2012

Giugno 2009 : operazione pulizia, pulizia, pulizia!

Dopo alcuni giorni di fermo per mancanza di tempo, noia, ma soprattutto richiamo della montagna vera, ricomincio a scrivere.
Ero rimasto ai primi lavori di pulizia del terrazzo ed alla sconcertante visione del muro rigonfio.
Come muoversi?Di solito ti insegnano che per rifare una casa, si parte dalle fondamenta e non dal tetto.Nel mio caso feci tutto al contrario: iniziai dal tetto.Per 2 semplici ragioni:
la prima era che non ero ancora dotato di superpoteri per cui non potevo smontare il muro di contenimento da solo, la seconda era che il tetto, anche se dall'esterno appariva sano, faceva acqua da tutte le parti.
Bene!si comincia.Compro tasselli per fissare le lamiere, trapano a percussione con batterie, sigillante per lattonieri (non quei giocattoli da centro commerciale, matutto rigorosamente da centro dell'edilizia) e si passano i primi giorni di Giugno a lavorare sul tetto per renderlo ermetico.Il lavoro fu veramente impegnativo e lungo,il sole picchiava, non avevamo l'acqua (farò un post a parte per la sorgente), le batterie avevano un'autonomia breve ed io non avevo ancora completato la mia metamorfsi da cittadino merenderos a montanaro.Comunque feci un buon lavoro.Riparai tutto, sigillai, collaudai, e ripetei i lavoro per altre 4-5 volte per essere sicuro della perfetta riuscita
Non ci crederete mai, miei cari 4 lettori, ma a distanza di 3 anni, ancora entra qualche goccia d'acqua senza sapere da dove!ma, vi giuro, non mollo! piuttosto sto ad ammollo (piccola licenza poetica).
Durante l'inverno 2008-2009 avevo iniziato ad acquistare materiale per la mia casa e, con l'arrivo della bella stagione, potevo pensare di portare il tutto con l'elicottero.Fu così che a Giugno potei installare il primo e più importante elettrodomestico della mia casa:
Una fantastica cucina economica a legna acquistata usata per pochi euro!!! Da sola era in grado di scaldare le notti di 2 poveri avventurieri che non trovarono nulla di meglio da fare che restaurare 4 sassi a 2000 metri.Ovviamente non bastava la stufa, bisognava anche avere il carburante!Per cui armati di pazienza, buona volontà ed una roncola raccogliemmo qualche chilo di legna......non mi vergogno a dire che ad oggi, Aprile 2012, quel qualche chilo è diventato un centinaio di quintali.Il tutto grazie all'evoluzione del cittadino che ha ben pensato di comprarsi una motosega.
Comunque, come dissero i nostri nonni: la legna è in grado di scaldarti 2 volte, una quando la raccogli ed una quando la bruci.Col senno di poi devo dire che il detto non era molto azzeccato, infatti nella mia versione è:
ti scalda quando la abbatti, quando la trasporti a spalle, quando la spacchi con la scure, quando la accatasti, quando la porti dalla catasta alla stufa e quando la bruci.....non meno di 7-8 volte.
Bene, dopo aver installato la stufa, bisogna preparare il giacilio per il povero montanaro.Niente di meglio che un bel letto matrimoniale con 2 materassi nuovi di pacca!Ovviamente il tutto è stato acquistato dopo il volo di elicottero per cui è stato trasportato sulle mie spalle in 2 viaggi differenti.
Ed ecco a voi il letto matrimoniale!!!!!!! piccolo dettaglio: è verticale.....Poco importa...ci si dormiva "comodi" lo stesso e vi garantisco che dopo una dura giornata di lavoro, non sia veva nessuna voglia di sprimentarlo per usi differenti.
Mancava ancora qualcosa per rendere accogliente il nostro rifugio.....qualcosa per allietare le nostre serate, qualcosa che ci indicasse la via, senza andare a sbattere contro ogni spigolo :
Fiat lux!!!!
pochi euro in una nota catena svedese di negozi di arredamento e le brevi notti estive del montanaro vennero rischiarate da questa potentissima lanterna a candela.Potrebbe sembrare starno ma per noi fu come un passo sulla luna.
La settimana seguente la casa iniziava a prendere sempre più forma.I suoi 2 inquilini bipedi (oltre a noi c'erano anche degli abusivi a 4 zampe, come una intera famiglia di ghiri) trovarono il modo di renderla più confortevole, letto, cucina economica, tavolo e sedie riciclate sul posto, materassi, ecc.... ecc...
Ma per arrivare a questo risultato, seppur modesto, lavorammo parecchi giorni sia a pulire dallo sporco del tempo che ad imbiancare le pareti in maniera non definitiva.Infatti la situazione all'inizio era così (ottobre 2008):
A Maggio 2009 così:
Ma vi garantisco che ne valeva la pena!
solo per il fatto di vedere fuori dalla finestra, ogni mattina, il mio amico Mario con la fidanzata di turno:
Ragazzi, ora vi saluto.
Vi aggiornerò a breve con nuovi lavori.

martedì 20 marzo 2012

1 Maggio 2009 : Si iniziano i lavori!!!!

L'inverno 2008 passò molto lentamente.Nevicò molto e la strada della valle rimase chiusa per molto tempo a causa di una grande slavina.Ma, sotto un tiepido sole di inizio Maggio 2009, grazie all'aiuto di un escavatore, la strada venne riaperta ed io, armato di tutto punto di valenti e moderni mezzi, valicai l'arduo baluardo.
Partimmo dalle coste del lago d'Iseo con il mio fedele VW carico di tutte quelle cianfrusaglie che ritenevo importanti per poter iniziare i lavori di restauro del baitoncello.
Mi fermo a Malonno, faccio benzina al mio fedele cavallo d'acciaio, sotto l'occhio vigile del mio fedele scudiero Jack che controlla il prezzo dei carburanti
ed inizio a percorrere la ripida salita che ci porterà al termine della strada dove dovremo caricarci il tutto in spalla per raggiungere il mio eremo.
Ultimi tornanti e la non più temuta slavina mi si presenta davanti agli occhi:
Ridotta a meno della metà di altezza in confronto a come si presentava a Gennaio, incute ancora un certo rispetto....d'altronde, secondo la stazione meteo installata vicino al mio mucchio di sassi, durante l'inverno 2008-2009 caddero circa 15 metri di neve.....
Mi fermo, la guardo con occhio clinico, ed un poco di timore.Ingrano la prima marcia del mio fedele cavallo, tolgo il freno a mano e via!
Attraverso il muro di neve.
Ovviamente non può mancare la foto di rito.....
....che dimostra, per l'ennesima volta, quanto noi uomini siamo piccoli e vulnerabili se paragonati a confronto con la forza della natura.
Una volta parcheggiato l'ormai quasi quarantenne mezzo (uscito da casa VW il 22 Novembre 1970), scarichiamo tutto da esso e mettiamo tutto negli zaini in spalla....l'avventura ha inizio.
Ovviamente Jack, contribuisce come può ad alleviare la nostra fatica.Ci gira attorno, dispensa baci e coccole a destra e a manca, corre avanti per controllare il sentiero e torna indietro a confermarci che la via è aperta.
Esausti, dopo circa 1 ora di cammino, arriviamo al nostro nido delle aquile.La giornata non è delle migliori, è nuvoloso, fa ancora fresco ed un vento da nord ti entra nelle ossa.Ma non siamo lì per lamentarci od ammirare il panorama.Siamo lì per lavorare.Armati dei 4 attrezzi che abbiamo recuperato a casa, totalmente a secco di nozioni di restauro ad alta quota, iniziamo a pulire il terrazzo intorno alla casa da quanto si è accumulato dal 1987, dopo l'abbandono dell'edificio a seguito del crollo della funivia.Ovviamente si pensa che una scopa ed una paletta possano riportare ai vecchi fasti un edificio abbandonato.Mai fu pensata cosa più sbagliata!!!
Dopo ore di lavoro la situazione, che inizialmente si presentava più o meno così:

(foto fatta a Ottobre 2008, dopo poche ore dall'aquisto)
divenne prima così:
e per finire così:
Ovviamente Jack, stremato dalla fatica della salita, prima controlla con occhio attento il lavoro svolto dalle maestranze.....
e sucecssivamente, dopo avere dato il suo beneplacido, si concede il meritato ed agognato riposo:
stando ben attento a non essere investito da un ipotetico carrellino che potrebbe viaggiare ancora sui binari vicino a lui.
Ma purtroppo il grosso doveva ancora venire.L'edificio, presentava una forte lesione ad un muro di contenimento che sorreggeva l'intera struttura:

I tanti anni di abbandono fecero sì che un pozzetto di scarico, proprio posizionato in prossimità dello spigolo del muro di contenimento, cedesse, ed invece che convogliare le acque meteoritiche fuori dall'edificio, le facesse andare in profondità all'interno del muro.Un'anno, il successivo, l'alternarsi delle stagioni, il muro si gonfiò fino ad arrivare al risultato che si vede in foto (sempre fatta ad Ottobre 2008).

Adesso sono indeciso che piega far prendere al blog....seguire una linea temporale del restauro con avanzamento lavori di più zone contemporaneamente, oppure seguire un filo del lavoro iniziato e completato.
A voi l'ardua decisione, mie cari lettori.

venerdì 2 marzo 2012

L'origine di tutto parte terza

Bene, cari lettori, dopo un periodo di riflessione, torno a scrivere sul mio mucchio di sassi.
Come dicevo 2 post fa, ormai avevo preso la decisione.Il Baitoncello doveva essere mio!
Iniziai a muovermi nei meandri della burocrazia italiana, spulciare agenzie immobiliari, ENEL direttamente.Ma nulla! comprare un edificio dello stato è come vincere al Superenalotto : 1 possibilità su qualche milione di riuscirci.
Scoraggiato, un giorno, guardando su internet un altro edificio in zona, ex proprietà ENEL, mi cade l'occhio su questa agenzia immobiliare, che prontamente contatto e mi dice di avere in vendita circa 470 immobili ex ENEL.
Con un groppo alla gola chiedo loro, molto timidamente, se avessero magari in carico anche il Baitoncello.Di per sè il nome a loro non diceva nulla, dovevo dargli il numero identificativo di catasto ENEL (LOM.....).Mi ricordavo una targhetta sbiadita attaccata alla parete dell'edificio, la focalizzai nella mente e diedi all'agenzia il numero di registro.....BINGO!!!!! lo avevano in vendita!
Sempre più guardindo cercai di capire il prezzo dell'edificio.
Più o meno il discorso venne impostato così:
Io "Potrebbe interessarmi....mmmhhhhh..... a quanto lo vendereste?"
Loro "...mah....nessuno lo ha mai richiesto....non abbiamo stabilito un valore...."
Io " Ma secondo voi cosa può valere?"
Loro "Lei cosa offre?
Io "xxxx"
Loro "Per il doppio glielo vendiamo"
Io "mmmmhhhhh....Accetto.....Domani mi mandi la proposta di acquisto che lo acquisto".
(piccola risata in sottofondo da parte dell'agenzia)

Alla fine lo portai via al prezzo di una Fiat Punto abbastanza accessoriata, solo che invece che avere portiere, motore, autoradio, aveva muri in pietra, 350 mq di area abitabile, terrazza di altri 600 mq, ma soprattutto 20 ettari di montagna!
Il mio più grande sogno/incubo!
Mi ricordo ancora quel giorno di fine Ottobre 2008 quando feci il rogito. L'agenzia pensava di trovarsi davanti ad un pazzo visonario che buttava tutti i suoi risparmi a 2000 metri di quota.....mai opinione fu più sbagliata.Ero un pazzo cosciente di ciò che faceva e che spendeva in maniera saggia tutti i suoi risparmi.

Pochi giorni dopo, mi organizzo, zaino in spalla, macchina fotografica, primo regalino per il Baitoncello ( una serratura nuova della porta di accesso) e via!!!
Alcuni giorni prima aveva nevicato e il paesaggio che mi si presentò quella mattina di Dicembre 2008 era fiabesco.Salii con difficoltà nella neve, credo impiegai circa 3 ore da fondo valle.Ero stanco, un poco fuori forma.Ad un certo punto apparve.....

 La neve addolciva gli anni di abbandono dell'edificio dandogli un aspetto più elegante e meno dismesso.Ma sotto la coltre, il lavoro era tanto....
Ma dei nuovi amici erano lì ad aspettarmi pronti a darmi il benvenuto.....

E che amici!!!! mi avrebbero fatto compagnia per tutti gli anni a venire.Si sarebbero dati il cambio ma sarebbero sempre stati a far la guardia alla mia casetta....tanto erano almeno 20 anni che lo facevano.



Varie foto di rito, ovviamente....ma il mio cuore e la mia mente erano già alla stagione successiva....come organizzare i lavori, come trasportare i materiali....ma l'inverno era ancora lungo e avevo tempo per sognare...

martedì 21 febbraio 2012

Era il mio migliore amico

Oggi aggiorno il blog parlando di colui che ritenevo il mio migliore amico.
Lo avevo conosciuto nel Dicembre 2002, io da una parte, lui dall'altra.Ci siamo guardati, a volte basta un'occhiata per capire chi hai di fronte.Il suo sguardo era sincero, mi raccontò la sua vita in un battito di occhi e poi, come se nulla fosse, si voltò e se ne andò da dove era venuto.
Chi era intorno a me mi sconsigliò di fare amicizia con lui, era un tipo poco raccomandabile che non sapeva mantenere il suo posto, alle spalle un passato pesante.Ma io credetti in lui, o meglio, visto che mi dissero di lasciarlo perdere, decisi, come un bambino cocciuto, di non ascoltare nessuno e lo sfidai.
Aprii il cancello e gli andai vicino, lo guardai negli occhi, attimi di silenzio e tensione, un poco sinceramente ero intimorito....ci scrutammo, parlammo in silenzio come solo sanno fare 2 vecchi amici.Alla fine si fidò di me, mi seguì e salì in macchina.Durante il viaggio cercai di parlargli ma lui mi guardava da dietro senza rispondere.
Potevo fidarmi?
Arrivammo a casa, mi seguì sempre diffidente, cercai di instaurare una sorta di comunicazione tra noi.Una volta entrato dal cancello del mio giardino, si fermò, guardò cosa lo circondava e valutò che l'accordo si poteva fare.Un tocco...ed il contratto era stipulato.
Pian piano diventammo grandi amici, quasi fratelli.Lo invitavo a venire in montagna con me, all'inizio faticava....poveretto non era molto abituato, classico cittadino merendero, ma sapevo che poteva farcela, era scritto nel suo DNA.Girammo valli, dormimmo in malghe diroccate, in bivacchi e rifugi.Conoscemmo gente e lui divenne meno sospettoso.Ormai si fidava di me.Ed io di lui.....
Scoprimmo insieme il Baitoncello e lo esplorammo, lui mi diede il suo appoggio e decisi di comprarlo.Ovviamente chi lavorava ero io e lui stava a guardare.Non era molto portato per i lavori di bricolage....ma se poteva aiutarmi nel recuperare le mucche o le pecore degli amici, si faceva in quattro.
A volte, mentre lavoravo, lui prendeva ed andava da solo a farsi un giro al rifugio Baitone, al Tonolini, al Gnutti.Allora i gestori mi contattavano chiedendomi se stessi arrivando pure io così mi avrebbero preparato un piatto di pasta ed un bicchiere di vino e genepì.No, dovevo lavorare IO.....non avevo il suo buon tempo.
Poi, come se nulla fosse, tornava e si sedeva a guardarmi (si fa per dire visto che non tagliava mai i capelli) perdendosi nei suoi pensieri.....a volte lo trovavo a guardare il panorama delle montagne intorno a casa anche per ore senza muoversi.Chissà a cosa pensava.....

Ma come tutte le amicizie importanti anche questa doveva finire....
Venerdì sera ci guardammo, parlammo con gli occhi, mi salutò come solo lui sapeva fare, io capì e lo salutai sapendo che sarebbe stata l'ultima volta che ci saremmo visti.Andai a dormire ed il giorno dopo il mio migliore amico non c'era più.....

Ciao Jack....

mercoledì 25 gennaio 2012

L'origine di tutto parte seconda

Come dicevo prima, tutto venne sigillato come una specie di macchina del tempo.....
Essendo amante della montagna, mi ritrovai in passato ad ammirare questo edificio ormai decadente.Precisamente nel 1997.Ma in quegli anni ero troppo piccolo per sognare e soprattutto ero senza un preziosissimo mezzo per realizzare i miei sogni: I soldi!
L'edificio dovette attendere ancora parecchio prima che si riaccendesse il mio interesse su di lui.
Era Ottobre 2007, precisamente il 14 Ottobre.Un'inverno non inverno, la voglia di sgranchirmi le gambe in montagna, in zone ormai dimenticate.Decidemmo, io e la mia ragazza, di visitare questa valle che era completamente sfuggita dai miei pensieri....via! si parte!
Un'ora di macchina, scarponcini, zaino, pile (non faceva freddo) e su per il sentiero.Non ricordavo di esserci mai passato, ma qualcosa mi risultava familiare....il sentiero, le montagne....boh....
Di colpo mi si para davanti LUI, questo enorme edificio e, come se avessi avuto un deja vù, mi torna in mente quel lontano 1997 che avevo rimosso dalla mia mente.Nulla era cambiato, o quasi, qualche erbaccia, qualche carta, ma l'edificio era lì, uguale identico a come me lo ricordavo 10 anni prima.In 10 anni era incredibile che non ci avessi mai pensato, completamente rimosso...che strano il destino.....
Decisi di fare la mia esplorazione, di entrare in questa macchina del tempo.....trovai una lamiera divelta, entrai....mi si apri davanti agli occhi un ambiente che profumava di antichi mestieri, di legno mischiato a lubrificanti e polvere.
A quel tempo non conoscevo la vera storia dll'edificio ma si poteva intuirne la funzione, lo scopo.Visitai ogni stanza, ogni angolo di esso.All'interno regnava il caos, il disordine frutto dell'intrusione di escursionisti non rispettosi della storia.Ma tra questo disordine vidi una cosa che mi sorprese...chiunque fosse entrato in questi anni non aveva rotto o asportato nulla.....come se dei profanatori di tombe si fossero solo limitati a visitare senza asportare nulla.Incredibile, sopravvissuto agli eventi, alle alluvioni, a metri di neve, all'abbandono, ed ora anche agli estranei.
Elucubrai mille teorie, mille possibilità ma ero allo stesso punto di prima......squattrinato!
Faccio le mie foto di rito e, dopo ore di cammino, facciamo ritorno alla macchina e a casa.
Ma qualcosa era scattato....come un ritorno di fiamma di un amore mai dimenticato....

E come disse un mio parente alcuni anni prima attraversando il fiume Rubicone:

ALEA IACTA EST

A presto amici miei.
Adriano

martedì 17 gennaio 2012

L'origine di tutto

Dove ero rimasto????
Oggi voglio postare la storia de cui deriva il nome del mio blog....Baitoncello....cosa sarà mai questo baitoncello???Probabilmente penserete che sono talmente povero per cui, non avendo i soldi per comprarmi una baita, mi sono dovuto accontentare di un misero Baitoncello.....
Il nome è il toponimo di una località di montagna dove sorgeva una piccola casetta in pietra utilizzata come rifugio per le greggi quando venivano portate in quota.Ovviamente bisogna specificare dove si trovava questo mucchio di sassi.....Si parla della Val Malga, una valle traversa della Val Camonica, in provincia di Brescia.Questa valle ha la peculiarità di essere ai piedi dell'Adamello per cui risente dell'influenza delle correnti fredde che scendono dal ghiacciaio....e vi garantisco che fa tanto freddo.....
Fino alla fine dell'800 erano valli desolate, poi con la scoperta dell'energia elettrica, iniziarono ad acquisire sempre più importanza in quanto, da semplici pascoli, si potevano trasformare in ampi bacini idraulici per la produzione di energia.
Da qui si decise, negli anni 20 di costruire dighe per imbrigliare la forza dell'acqua e per domarla a comando.
Sulla base di ciò, si costruirono decine di dighe, più o meno grandi, in tutte le valli dell'arco alpino....e la mia valle non ne fu esentata (Per fortuna!!).
La diga prese il nome di diga del Baitone......bella, elegante, di stile, tutta in granito......una volta la gente lavorava bene e con cura....
Ma per costruire una diga, serve anche un sistema di trasferimento dei materiali da fondo valle.Per cui venne costruita anche una specie di funivia che partiva da fondo valle....Il tracciato era lungo e tortuoso in quanto doveva superare un grande dislivello, dai 600 metri della partenza a Rino di Sonica fino ai 2280 della diga del Baitone per poi proseguire fino ai 2500 della diga del Lago Lungo.
Per poter vincere questa pendenza, bisognava frazionare la teleferica in più punti per cui vennero create più stazioni intermedie.Il Baitoncello era una di queste......L'edificio lavorò alacremente ed ininterrottamente dal 1924 al 1987, anno in cui venne definitivamente dismesso insieme a quel poco che rimase della funivia.....dico quanto rimase perchè la tratta superstite al progresso e taglio del percorso originale, cioè da Ponte del Guat fino al lago del Baitone, subì un importante intervento di adeguamento nel 1986 con sostituzione di tutti i tralicci, delle cabine passeggeri, degli impianti elettrici e del restauro dell'ultima stazione intermedia rimasta funzionante...il Baitoncello......eccolo che pian piano arriva......il mio sogno.....
ENEL di certo non fece le cose al risparmio, ristrutturò tutto, modifico, adeguò....ma la funivia non entrò mai in funzione...infatti nel 1987, a lavori ultimati, poco prima dei collaudi definitivi, una grande alluvione, che colpì parecchie valli alpine, fece le sue vittime anche in Val Malga.La furia del torrente Remulo, che raccoglie le acque della valle del Miller e della conca del Baitone, erosero la base della stazione di partenza del Ponte del Guat facendo crollare l'edificio ed asportando gran parte della funivia......da lì iniziò il declino.....tutti gli apparati del Baitoncello, tra cui motori, argani, quadri comando, vennero asportati, la casa a fianco della stazione funivia venne abbandonata, svuotata delle suppellettili e chiusa con spesse lamiere alle porte e finestre....tutto venne congelato in una macchina del tempo.....

Ditemi se vi annoio.....se volete posterò il seguito oppure mi fermo qua..... grazie miei fedeli lettori.....
Adriano